Santuari e Basiliche

Basilica Santissima Trinità di Saccargia

Dove si trova
La mole imponente della Basilica abbaziale della Santissima Trinità di Saccargia sorge su un promontorio a margine della strada per Olbia, a 16 km. da Sassari, nelle vicinanze della s.s. 597, tra Ploaghe e Codrongianos
Basilica SS Trinit SaccargiaIl Santuario
La chiesa della Santissima Trintà di Saccargia è tra le chiese romanico-pisane più famose della Sardegna. E' stata edificata nel corso del XII secolo ad opera dell'Ordine Camaldolese e consacrata nel 1116, in seguito alla donazione di Costantino I, giudice di Torres. La basilca faceva parte di un grande complesso monastico di cui sono visibili i resti sul lato destro della basilica. La leggenda racconta di una vacca pezzata che ogni giorno veniva da un lontano pascolo per offrire il proprio latte ai frati di un convento e soleva inginocchiarsi sul dorso, in atteggiamento di preghiera, proprio nel luogo in cui ora sorge la chiesa. Da qui "vacca vargia" (vacca dal pelo maculato), dal dialetto "sa baccarza", poi "sa ‘accarza", quindi Saccargia. Peraltro in un capitello del portico antistante il prospetto appare scolpita proprio l’immagine di una vacca.
"Secondo lo Spano l’origine era dovuta al vocabolo fenicio "sachar" che significa "luogo chiuso", infatti la fertile vallata è chiusa da ogni parte da un tavolato di rocce vulcaniche". Altri affermano che deriverebbe da "sa acarza", ossia "vaccheria" o luogo delle vacche, tenendo conto della natura del sito, ricco di ottimi terreni per allevare bestiame, riparata com’era da un anfiteatro naturale basaltico. Nel cosiddetto Condaghe de s’abadia de Sa Santissima Trinidade de Saccargia… un documento in sardo logudorese nato da un apografo seicentesco che fu pubblicato in due edizioni a Cagliari e a Sassari nel 1660, si parla di data di ampliamento della Basilica della S.S. Trinità di Saccargia. La chiesa infatti non fu eretta ex novo, ma sulle rovine di un modesto monastero preesistente nell’anno 1116 come descritto dal Tola nel suo Codex Diplomaticus Sardiniae. Secondo il Libellus Judicum Turritanorum, in quel tempo nel Giudicato del Logudoro governavano Costantino I di Torres, figlio di Mariano e la sua consorte Marcusa di Gunale, discendente degli Arborea. Entrambi conducevano una vita giusta e da buoni religiosi onoravano la chiesa. Erano però afflitti da un triste destino, i loro figli morivano in tenera età. Decisero perciò, desiderosi di avere un erede, di recarsi a Porto Torres dai tre gloriosi Martiri Turritani - Gavino,
Proto e Gianuario - in pellegrinaggio votivo, per pregare il Signore affinché concedesse loro la grazia. Durante il viaggio da Ardara a Porto Torres si fermarono e chiesero asilo ai buoni frati camaldolesi,dunque passarono la notte nell’ "iscia" di Saccargia; (iscia= termine dialettale che indica un appezzamento di terreno fertile e umido adatto per l’allevamento del bestiame).Per volontà della Vergine, in sogno a Marcusa, sarebbe stata loro promessa la grazia di avere un figlio in cambio della costruzione in quel luogo, di una chiesa in onore e gloria della S.S. Trinità e di un monastero per l’ordine camaldolese. I due coniugi desiderosi di compiacere la Vergine ne affidarono immediatamente la costruzione ai valorosi maestri pisani "mastros pisanos" e diedero ai monaci i mezzi per l’ampliamento del monastero nonché la fertile vallata; presto dotata di una efficace rete di canali per l’irrigazione. Nell’anno 1117 secondo il Vico, il giudice e sua moglie vollero consacrare la chiesa sotto il pontificato di Papa Pasquale II che per l’occasione comandò che partecipassero arcivescovi e vescovi, preti, canonici, priori, abati e religiosi, promettendo speciali indulgenze a coloro che si recavano a visitare la chiesa. Il giudice Costantino e la moglie Marcusa furono allietati dalla nascita di un figlio che chiamarono Gonario, il quale governò nel regno di Torres dopo la morte del padre nel 1127. Dal palazzo di Torres, la salma fu trasportata da Itoccor Gambella suo primo consigliere, assieme ai vescovi della provincia turritana e ai Liberi del Logudoro, con tutti gli onori, prima alla corte di Curcas poi a Saccargia dove fu tumulata davanti all’altare maggiore sotto lo scranno. Marcusa, rimasta vedova, decise di imbarcarsi per raggiungere Messina dove, fondò un ospedale intitolato a S. Giovanni di oltremare, morendo in pace. La chiesa divenne una delle badie più celebri dei monaci camaldolesi, ed ebbe sempre una posizione preminente essendo i suoi abati i più insigni dell’ordine in Sardegna. All'inizio del XV secolo, il governo d’Aragona allontanò i camaldolesi divenuti indegni per aver perseguito fini terreni e l’abadia fu affidata alla conduzione di un abate commendatario. Dal 1820 l’Arcivescovo Turritano fu dotato del titolo di priore della basilica e all’università di Sassari vennero attribuiti i suoi redditi. Dal 1957 la chiesa è sotto la custodia della parrocchia di Codrongianos.

Orario d'Apertura
la Basilica è tuttora consacrata e vi si officiano messe e celebrano matrimoni La Cooperativa Aretè – telefono numero 3470007882 ne facilita l'accesso tutti i giorni. Per le celebrazioni religiose, occorre contattare il Parroco della Parrocchia di S.Paolo a Codrongianos La celeberrima Basilica, presente su tutti i libri di storia dell'arte italiana è visitata ogni anno da migliaia di turisti.

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